Fondi strutturali e di investimento europei

Fondi strutturali e di investimento europei

6 Ottobre 2021 0 By germana

Inoltre, ci sono due tipologie di fondo europeo: diretto e indiretto.

La gestione dei fondi europei diretti è compito delle Agenzie Nazionali e della Direzione Generale della Commissione Europea. I fondi europei indiretti, conosciuti anche come fondi strutturali e di investimento (SIE), hanno lo scopo di riappianare le disparità economiche e sociali che esistono ancora tra gli Stati Membri. Seppur siano progettati dalla Commissione Europea, la gestione dei fondi strutturali e di investimenti europei o fondi indiretti, avviene a livello nazionale, grazie ai PON e regionale, attraverso i POR. 

E oltre la metà dei fondi di proprietà dell’Unione Europea viene devoluto per mezzo dei cinque Fondi strutturali e d’investimento europei (in acronimo SIE). I Fondi strutturali e di investimento europei sono gestiti dalla Commissione europea e dai paesi dell’UE, in condivisione. Essi sono utili per aprire nuove occasioni di lavoro, oltre che per creare un ambiente ed un’economia efficienti e sostenibili in Europa.  

Inoltre, questi fondi SIE si focalizzano su cinque comparti: ricerca e innovazione; tecnologie digitali; supporto per un’economia finalizzata a realizzare basse emissioni di carbonio; gestione sostenibile delle risorse naturali; piccole imprese.

I Fondi strutturali e d’investimento europei si dividono in: Fondo europeo di sviluppo regionale (FESR), che sostiene il realizzarsi di uno sviluppo equilibrato nelle diverse regioni dell’UE; il Fondo sociale europeo (FSE), a supporto dei progetti che si focalizzano sulla situazione del lavoro e sulle risorse umane in tutta Europa; il Fondo di coesione (FC), che supporta finanziariamente i progetti afferenti al comparto dei trasporti e dell’ambiente in quei paesi dove il reddito nazionale lordo (RNL) pro capite si attesta al di sotto del 90%, rispetto alla media registrata nei paesi membri dell’Unione. E, negli anni 2014-2020, i paesi in questione sono: Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Slovenia; il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (FEASR), focalizzato sulla ricerca di soluzioni in grado di affrontare le sfide a cui sono chiamate le zone rurali dell’Unione Europea; il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), a supporto dei pescatori, esortati ad usare metodi di pesca sostenibili e delle comunità costiere, perché diversifichino le loro economie, “migliorando la qualità della vita nelle regioni costiere europee”; 

La gestione dei Fondi strutturali e di investimenti europei è nelle mani degli stessi paesi membri, grazie alla presenza di “accordi di partenariato”. In collaborazione con la Commissione Europea, ogni paese redige l’accordo, in cui spiega le modalità con cui i fondi saranno usati. Questi accordi di partenariato includono un insieme di programmi di investimento, utili per suddividere le risorse economiche tra i diversi paesi e progetti all’interno di differenti comparti, quali: occupazione, crescita e investimenti; mercato unico digitale; unione dell’energia e clima; mercato interno; unione economica e monetaria; giustizia e diritti fondamentali; migrazione.

Beneficiano, poi, dei Fondi strutturali e di investimenti europei le seguenti realtà: il Fondo europeo di sviluppo regionale e Fondo di coesione; il Fondo sociale europeo; il Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca; i Pagamenti PAC (gestione concorrente).