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Lo spreco alimentare è uno dei problemi più gravi

Lo spreco alimentare è uno dei problemi più gravi

Lo spreco alimentare è uno dei problemi più gravi che affligge il nostro pianeta da moltissimo tempo.

Dobbiamo dare un valore al cibo per ridurre l’impatto negativo dell’uomo e fermare lo spreco prima che sia troppo tardi.

I numeri parlano chiaro. È stato stimato che nei soli paesi dell’Unione Europea 88 milioni di tonnellate di alimenti sia destinato a finire nella pattumiera. Si tratta prevalentemente di prodotti scaduti, ma anche avanzi nel piatto oltre alle eccedenze dei raccolti. Una cifra preoccupante perché si tratta all’incirca di 170 chili di cibo a persona.

Nel nostro paese, quello che oramai come un trend si chiama “food waste”, letteralmente spreco di cibo, è in cima alla classifica degli sprechi. Dopo il 74% di spreco di cibo abbiamo il 52% del consumo idrico, un 25% per lo spreco della mobilità e un 24% per quello elettrico.

Dati che ci fanno riflettere su quello che ognuno di noi può fare per impattare meno. Camminare di più, usare un mezzo pubblico, farsi una doccia anziché un bagno, possono essere tutte misure che aiutano e non di poco.

Per quanto riguarda il cibo una buona pratica è comprare meno e più spesso, dare la precedenza alle materie locali e ai cibi di stagione. Ma soprattutto non sprecare perché quando si tratta di mettere il cibo in tavola siamo tutti bravi ma nel non sprecare un po’ meno. Quegli avanzi non potevano essere evitati o riciclati? È questo quello che dovremmo chiederci un po’ più spesso.

Su scala mondiale non va di certo meglio, secondo un’indagine realizzata dalle Nazioni Unite, circa l’8-10% delle emissioni globali di gas serra è imputabile agli alimenti sprecati. Le conseguenze sono facilmente immaginabili. Decomponendosi nelle discariche il cibo incide sulla gestione dei rifiuti e impatta notevolmente i terreni, proprio quei terreni destinati alle coltivazioni di alimenti.