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Perché la bellezza è la nuova industria del fast fashion

Non siamo estranei al concetto di fast fashion che si traduce in quell’incoraggiamento febbrile dei marchi ad acquistare in continuazione vestiti. L’industria della cura della pelle si sta comportando similarmente. Molti marchi che hanno improntato il loro business su prodotti di bellezza o dedicati alla cura della pelle lanciano nuove linee di prodotti più volte all’anno. E attenzione ciò non include gli aggiornamenti del prodotto e il lancio di nuovi colori. Spacciati ai consumatori come il nuovo Santo Graal della cura della pelle, incoraggiano a comprare sempre più prodotti e sempre più spesso.

Ciò ha delle conseguenze per il nostro portafoglio ma anche per l’ambiente. Questo meccanismo porta a sprecare e lo dimostrano flaconi semivuoti di cosmetici scartati per la nuova versione o non del tutto finiti e che alla fine vengono buttati via. È una tendenza pericolosa, non solo per l’accumulo di imballaggi solitamente non riciclabili, ma anche per gli ingredienti utilizzati nelle formule e per la quantità di denaro spesa per l’acquisto di nuovi prodotti.

Il pianeta ha un numero limitato di risorse e stare al passo con le ultime tendenze di bellezza può essere un’abitudine molto costosa. La mentalità del fast fashion nel settore della bellezza è un grosso problema, non solo perché incoraggia le spese eccessive e gli sprechi, ma è anche responsabile di molti danni ambientali.

L’imballaggio è il primo grosso problema. Generalmente parliamo di plastica monouso e di materiali misti che non sono facilmente riciclabili. Non è solo la confezione a nuocere al pianeta. Le sostanze chimiche tossiche contenuti nei prodotti finiscono nello scarico e poi nell’oceano, danneggiando gli ecosistemi acquatici. Per non parlare dell’enorme spreco d’acqua che porta tenere aperti i rubinetti durante la beauty routine. Non possiamo non citare poi l’inquinamento dell’aria. Profumi, lacche e deodoranti sono tutti colpevoli di inquinare l’ambiente tanto quanto le auto.