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Quale frutta e verdura contengono più pesticidi?

Quale frutta e verdura contengono più pesticidi?

Oggi mangiare sano è una delle principali preoccupazioni di tutti. Ma ciò richiede un migliore accesso e trasparenza alle informazioni sul cibo nel piatto.

Per pesticida si intende qualsiasi sostanza utilizzata nella lotta contro organismi considerati dannosi: funghi, insetti, erbacce, ecc. Sebbene siano utili per migliorare i raccolti agricoli, i loro effetti possono essere dannosi per la nostra salute e per l’ambiente. Da qui l’importanza di sapere fino a che punto i pesticidi sono presenti nei nostri piatti e di capire quale possibile pericolo questo rappresenti.

Quantificazione dei residui di pesticidi in frutta e verdura

Va inteso che i residui di pesticidi sono quantificabili negli ortofrutticoli a partire da una certa soglia. Al di sotto di questo si possono rilevare dei residui, ma sono presenti in quantità troppo piccole e troppo insignificanti per poter essere quantificate. Ma solo perché i residui di pesticidi vengono rilevati in un campione non significa che questi residui superino le soglie sanitarie. In molti prodotti ortofrutticoli, infatti, si rilevano residui di pesticidi, ma pochissimi superano le soglie sanitarie vigenti. Ma allora, quale frutta e verdura supera questi limiti? E come si fissano questi limiti?

Frutta e verdura: quali superano il limite massimo di residuo?

Secondo i dati scientifici attuali, sintetizzati dall’EFSA (l’autorità europea per la sicurezza alimentare, che ha il compito di salvaguardare la sicurezza degli alimenti), l’esposizione dei consumatori a basse dosi e per un breve periodo a determinati pesticidi non presenterebbe a priori alcun particolare pericolo per la salute. Tuttavia, in via precauzionale, le autorità sanitarie hanno definito dei limiti massimi per i residui di pesticidi da non superare negli alimenti: si tratta del Limite Massimo di Residui (LMR).

L’MRL o Limite Massimo di Residui indica una soglia regolamentare per la concentrazione di residui di pesticidi, al di sotto della quale i prodotti alimentari sono legalmente autorizzati ad essere commercializzati.

I primi 5 frutti con il maggior numero di residui di pesticidi al di sopra dell’MRL

Pertanto, l’ananas è in cima alla lista dei frutti contenenti il ​​maggior numero di residui di pesticidi che superano i limiti sanitari, con il 9,6% dei campioni che superano l’MRL.

La ciliegia si piazza al secondo posto, con il 5,7% dei campioni che superano le soglie. Seguono i kiwi, seguito da pompelmo/pomelo al 4,2% e infine clementine/mandarini.

Le prime 5 verdure con il maggior numero di residui di pesticidi al di sopra dell’MRL

Per quanto riguarda le verdure, le erbe aromatiche sono in testa alla classifica con il 21,5% di campioni contaminati al di sopra del MRL. Per quanto riguarda gli ortaggi, è il sedano in testa alla classifica. Al secondo posto c’è il sedano rapa. Seguono l’indivia, la lattuga e le insalate. Per quanto riguarda il granturco e gli asparagi, la presenza di residui quantificabili è irrilevante.

L’uso dei pesticidi, un problema di salute pubblica

Ridurre l’uso di pesticidi quando possibile è una sfida collettiva, sia per la protezione dell’ambiente che per la conservazione della salute. Occorre inoltre approfondire gli studi sull’argomento, in particolare per quanto riguarda l’effetto cocktail dei pesticidi, i cui impatti sulla salute sono poco conosciuti. Incoraggiare i controlli, regolamentare ulteriormente l’uso dei pesticidi… Sembra essenziale per orientarsi verso un’agricoltura più rispettosa del pianeta e delle persone. Nel frattempo, i consumatori possono rivolgersi all’etichetta “zero residui di pesticidi”, che garantisce meno di 0,01 milligrammi di pesticidi per chilogrammo di frutta e verdura, vale a dire il valore più basso quantificabile dagli scienziati.