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Polveri sottili, dove si trovano e conseguenze

Polveri sottili, dove si trovano e conseguenze

Le polveri sottili sono una categoria di particelle sospese nell’aria atmosferica, con un diametro inferiore a 2,5 micron. All’interno di questa categoria denominata PM 2.5 (Particulate Matter), distinguiamo anche PM 1 di diametro inferiore a 1 micron detti ultrafini. A differenza della polvere di diametro maggiore, le polveri sottili hanno una massa troppo bassa per cadere a terra per semplice effetto della gravità. Altri fattori (precipitazione, aggregazione) sono quindi necessari per la loro sedimentazione.

Polveri sottili e conseguenze sulla salute

Per le loro dimensioni e per la loro persistenza duratura, le polveri sottili, e a maggior ragione, quelle ultrafini, si infiltrano in profondità nelle vie respiratorie. A seconda del loro grado di concentrazione e tossicità, possono causare patologie a breve o lungo termine, che vanno dalla semplice infiammazione alle condizioni più gravi. Si noti che una particella fine funge anche da nucleo di condensazione, a cui si aggregano altri inquinanti accentuandone ulteriormente la tossicità.

Polveri sottili, dove si trovano

Le polveri sottili possono essere di origine naturale (in particolare eruzioni vulcaniche) o legate all’attività umana, in particolare scarichi dell’industria (fumi e polveri) e dell’agricoltura intensiva, metodi di riscaldamento a combustione (legna, carbone, combustibili, ecc.) e mezzi di trasporto (principalmente gas di scarico dei motori a combustione interna).

L’uso del diesel come carburante per vari tipi di veicoli è notoriamente una delle principali fonti di emissioni di polveri sottili, e questo nonostante il recente equipaggiamento di detti veicoli con filtri antiparticolato, la cui efficacia è controversa per quanto riguarda il PM 2,5 e ancor più il PM 1.

La lotta alle polveri sottili: una questione di transizione ecologica

Tutti gli studi dimostrano che il PM 2,5 filtra ovunque. L’unica opzione rilevante è adottare gradualmente misure drastiche volte a limitare le emissioni. I vari programmi di transizione energetica ed ecologica, in preparazione o già in atto sul pianeta, sono decisivi su questo punto tanto quanto nella lotta al riscaldamento globale.

Per il caso emblematico dei grandi agglomerati urbani, l’istituzione di zone a emissioni ridotte e di altre zone a traffico limitato può rappresentare un’efficace contromisura, oltre agli interventi strutturali a favore di un trasporto pubblico migliorato e non inquinante. La distribuzione di veicoli meno inquinanti come l’auto elettrica ridurrebbe anche le emissioni di polveri sottili. Infatti, sebbene emettano anche particelle fini dovute alla frenata e all’abrasione dei pneumatici, le auto elettriche inquinano molto meno del diesel o della benzina.

Per quanto riguarda le imprese e secondo il loro settore di attività, l’integrazione delle misure di contrasto alle emissioni di polveri sottili (ammodernamento delle attrezzature, organizzazione del carpooling dei dipendenti e altro) trova naturalmente il suo posto nella definizione e attuazione di una politica di CSR (Corporate Social Responsibily). La CSR è definita dall’Unione europea come «integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle imprese nelle loro operazioni commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate».