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Agrovoltaico, di cosa si tratta?

Agrovoltaico, di cosa si tratta?

L’agrovoltaico è una pratica che interessa tanto gli agricoltori, quanto gli operatori di energie rinnovabili. I grandi progressi in questo settore hanno aperto molte possibilità, spiegando il boom degli impianti fotovoltaici nel settore agricolo.

Che cos’è l’agrovoltaico, alias il “fotovoltaico agricolo”?

L’agrovoltaico consiste nell’attrezzare le infrastrutture nelle aree rurali con impianti solari. Questa realtà rappresenta una manna per gli operatori, sia nel settore agricolo che nelle energie rinnovabili. Entrambe le parti, infatti, trovano un interesse comune a convertire il tetto di un magazzino in pannelli fotovoltaici.

Il fotovoltaico agricolo porta in primo luogo ad una domanda importante: rivendere l’energia prodotta o usarla per autoconsumo? Una buona comprensione delle problematiche è essenziale per decidere meglio l’orientamento dell’investimento. In primo luogo, l’installazione di pannelli solari su un tetto o su un terreno agricolo comporta la produzione di energia verde. La redditività di questo investimento si traduce in un funzionamento in autoconsumo o rivendita di energia.

In caso di vendita totale della produzione, il proprietario terriero riceve ricavi per tutta l’energia generata. Questi guadagni vengono ricevuti annualmente. L’autoconsumo totale significa che il produttore è anche il consumatore dell’elettricità che genera. In questo caso non è necessario alcun collegamento alla rete, in quanto l’energia prodotta viene immessa direttamente nelle apparecchiature, nei materiali e negli apparecchi. Ciò non toglie che l’eccedenza possa sempre essere rivenduta.

Crescono gli investimenti nel fotovoltaico

In termini di investimento redditizio, l’energia solare è una scommessa sicura perché le possibilità si moltiplicano costantemente. Tra coperture edilizie e rimesse, ricoveri per animali, la scelta è ampia. Il fotovoltaico agricolo sta crescendo per una serie di motivi.

Da un lato, la conversione di un’infrastruttura in un produttore di energia garantisce la diversificazione del reddito. D’altra parte, questa decisione consente una valutazione del patrimonio.

Inoltre, questa scelta presuppone un bilancio energetico molto positivo, riducendo l’impatto del carbonio e preservando l’ambiente. Infine, se questa alternativa è apprezzata, è perché ha un doppio vantaggio. In effetti, la redditività è più ottimale con costi di installazione inferiori e prestazioni delle apparecchiature più elevate.

Perché il fotovoltaico si sposa bene con il settore agricolo?

L’agrovoltaico descrive una sinergia tra produzione agricola ed energia solare. Un appezzamento di terreno, infatti, diventa doppiamente produttivo combinando due sistemi che si completano perfettamente. Inoltre, rappresenta una soluzione duratura e redditizia per proteggere le colture dalle intemperie.

In questo senso, il suo obiettivo principale è quello di preservare le rese agricole attraverso strutture specifiche. Il concetto di fotovoltaico agricolo è quello di sostituire ombrelloni e pensiline con pannelli solari. Nasce così la sinergia tra i due settori. L’installazione protegge dai capricci del tempo generando energia verde. L’attività principale del terreno è mantenuta e la resa dello spazio è raddoppiata grazie allo sfruttamento energetico.

L’attuazione dell’agrovoltaico è una decisione ecologica e responsabile. Questo tipo di progetto si caratterizza per il suo impatto diretto sull’impronta di carbonio. L’impianto fotovoltaico, infatti, ha il pregio di essere non inquinante pur producendo energia pulita. L’apparecchiatura non genera effluenti atmosferici o rifiuti.

Inoltre, non disturbano l’ecosistema già esistente. Il grande vantaggio dell’agrovoltaico è anche l’installazione a bassa manutenzione e senza reclutamento di personale. Questo processo non comporta alcun trasporto o necessità di carburante. Per tutti questi motivi, investire nel fotovoltaico agricolo è un ottimo modo per compensare l’impronta di carbonio.